October 8, 2026
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– ha dichiarato la donna – Lui non sa niente. Ha raccontato la propria storia a Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, conduttori di ECG su Radio Cusano Campus. Pur con dati scientificamente documentati le prostitute vengono ancora additate come diffonditrici di malattie. Lo studio dimostra che le prostitute non hanno correlazione diretta con la diffusione dell’HIV.

La proposta però si arenò, poiché il escort genova numero necessario di firme per il referendum venne a mancare il 16 ottobre. Il quesito è stato presentato da Matteo Iotti e Angelo Alessandri (Progetto Reggio) e Luca Vezzani (PdL); in agosto 2013, diversi sindaci di varie città italiane hanno dato avvio alla raccolta firme, con l’iniziativa già attiva in alcuni comuni. Questa legge, attualmente in vigore, abolì le normative precedenti e creò il reato di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, oltre a vietare i bordelli. Tuttavia, il sistema fu giudicato fallace e, similmente ad altre nazioni europee, si iniziò a considerare una completa deregolamentazione, creando confusione tra chi auspicava un vero abolizionismo e chi desiderava l’eliminazione delle restrizioni al meretricio.

Nel marzo 2014, un disegno di legge fu presentato dalla senatrice Maria Spilabotte del Partito Democratico per regolamentare il lavoro delle prostitute volontarie; nonostante l’iniziativa avesse ricevuto il supporto di vari gruppi come Lega Nord, Movimento 5 Stelle e Forza Italia, non si tradusse mai in una legge. 75, intitolata “Abolizione della regolamentazione della prostituzione e lotta contro lo sfruttamento della prostituzione altrui”? La legge ricevette critiche dalla Chiesa cattolica, da gruppi per i diritti umani e avvocati, nonché da prostitute e sostenitrici della harm reduction; queste ultime venivano usate per stigmatizzare il meretricio al di fuori delle abitazioni. Tra le critiche rivolte al Comitato emerse anche la possibilità per alcune migranti di richiedere protezione senza abbandonare la loro attività.

**Servizio di mappatura dedicato alla prostituzione di strada.**

Le relazioni più forti possono essere messe alla prova da incomprensioni, conflitti, aspettative diverse o semplicemente dai cambiamenti della vita. Alcuni uomini che si rivolgono a prostitute dichiarano di sentirsi soddisfatti delle loro relazioni sentimentali e di considerare questi incontri come una forma di evasione dalla vita familiare. Coloro che utilizzano i servizi di escort o le lavoratrici del sesso operanti in appartamento spesso segnalano il desiderio di passare del tempo con qualcuno, dialogare o vivere un’esperienza che percepiscono come più intima.

Il 20 settembre 1958, l’entrata in vigore della legge numero 75 (conosciuta come “legge Merlin”, dal nome di Lina Merlin, nella foto, deputata socialista, prima firmataria) pose fine alla regolamentazione della prostituzione in Italia, chiudendo le case di tolleranza. I cosiddetti «tubisti», cioè i ginecologi incaricati delle visite mediche, dovevano registrare sul libretto sanitario l’andamento dello stato di salute delle prostitute, con annessa schedatura delle ragazze. Nel 1861 venne regolamentata per la prima volta la prostituzione, sulla base di un decreto firmato due anni prima dal conte di Cavour che consentiva l’apertura di case di tolleranza in Lombardia a beneficio delle truppe francesi in servizio in Italia contro l’impero austriaco.

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L’aumento del turismo sessuale è avvenuto con l’arrivo di un numero maggiore di turisti stranieri nel Paese. La prostituzione è considerata un reato amministrativo, mentre l’organizzazione di prostitute o lo sfruttamento, costringendo qualcuno a prostituirsi, possono comportare una pena detentiva. Ogni anno, migliaia di donne e ragazze, alcune delle quali appena tredicenni, vengono rapite o adescate con false promesse di lavoro o matrimonio e vendute a bande che le costringono a lavorare nei bordelli o per le strade. Le difficili condizioni socio-economiche coinvolgono un numero elevato di donne rom nel mercato della prostituzione. Sebbene la prostituzione sia illegale in Bielorussia, essa persiste nel Paese, soprattutto nelle aree circostanti le grandi città e all’interno degli alberghi. Mentre la prostituzione è legale, i bordelli e altre attività correlate sono vietate.

Per configurare questo illecito, è sufficiente che un’abitazione sia utilizzata appositamente per ospitare il meretricio, anche se vi lavora una sola persona. Ad esempio, fornire sistematicamente un passaggio in auto per accompagnare una donna sul luogo dove questa esercita l’attività è considerato favoreggiamento. Nel paese sono anche vietati i bordelli ed è proibito fare il protettore delle prostitute e vendere sesso ai minori. Il fine ultimo dell’incontro diviene l’esclusivo possedere quel particolare oggetto che è un qualsivoglia corpo altrui sul quale esercitare mere manipolazioni estranianti, tanto da ridurlo a oggetto tra gli altri oggetti, in un livellamento reificante come in qualsiasi altro rimando mondano. Perciò la prostituzione stessa non sarebbe altro che l’espressione, sensibilizzata da cause sociali e ambientali, di una sindrome di precoce carenza affettiva che impedisce alla persona di progredire a stadi di differenziazione e a ulteriori fasi di sviluppo emotivo. È certo che alcune cause possono essere responsabili di una prostituzione occasionale, o possono favorirla, come l’ambiente, la famiglia, la miseria, ostacoli di varia natura, oppure caratteristiche di personalità (credulità, suggestionabilità, distorta proiezione per il futuro).

Il sistema era rigorosamente a classi, quasi un riflesso della stratificazione sociale italiana. Gestita dalla signora Teresa Valido, una facoltosa donna di Riesi dalla personalità fortissima, era arredata con specchi, divani, canapè e letti a baldacchino. La richiesta di archiviazione viene presentata dal pubblico ministero quando ritiene che non vi siano elementi sufficienti per proseguire il procedimento penale.

Diventa reato invece se si gestisce una casa dove vivono più prostitute e si riscuote il denaro delle loro prestazioni. In generale, le ordinanze dei sindaci poco possono fare contro un fenomeno così diffuso e finisco per fallire miseramente anche perché in Italia la prostituzione non è reato. Nell’agosto 2015 fu la volta di Paolo Riccaboni, sindaco di Spino d’Adda, in provincia di Cremona, che provò a giocare la carta della sicurezza stradale con un’ordinanza che obbligava le prostitute a indossare il giubbino catarifrangente di giorno, completato da pantaloni con bande catarifrangenti anche di notte.

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Quando re Luigi IX di Francia proibì ai suoi uomini di portarsele dietro (VI e VII crociata), essi rimediarono con schiave musulmane. Molte prostitute si spostavano secondo il calendario di fiere, mercati, pellegrinaggi, concili. Giustiniano infierì su lenoni e tenutari, mandandone a morte alcuni, e introdusse protezioni per le prostitute che intendevano cambiare vita.

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